Cuochi d’Italia: intervista a Luciano Passeri, ambasciatore della cucina abruzzese. Con irriverenza e maestria


Istrionico, vulcanico, imprevedibile. Luciano Passeri, ripescato come migliore fra gli esclusi, è ancora in corsa nella seconda edizione di Cuochi d’Italia, programma in onda su TV8 e condotto dallo chef Alessandro Borghese. In uno show in cui protagonista è la cucina regionale, il cuoco di San Giovanni Teatino ha mostrato un Abruzzo verace e creativo, espressione di una cucina fatta di storia, materie prime eccezionali, sapori, profumi e maestria. Con un pizzico di irriverenza che ha subito conquistato giudici e telespettatori.

L’esperienza nel programma di TV8

Tutto è cominciato all’improvviso, con una telefonata da parte della redazione di Cuochi d’Italia: “All’inizio pensavo fosse uno scherzo – racconta Luciano Passeri – mi hanno spiegato che stavano pensando a una seconda edizione del programma e mi hanno chiesto se fossi interessato. È seguita un’intervista telefonica, poi mi hanno chiesto di inviare un video di presentazione, infine mi hanno chiamato ai casting che si sono tenuti a Milano”. Con la sua cucina e con il suo piglio simpatico e diretto, Passeri ha superato le selezioni ed è approdato nel programma di TV8 dove ha vissuto un’esperienza unica, spiccando fra i rappresentanti cuochi di tutte le cucine d’Italia.

Il rapporto con Alessandro Borghese e i giudici

La partecipazione al programma è stata una bellissima esperienza anche dal punto di vista umano. Redazione, autori, organizzatori e staff sono eccezionali. Alessandro Borghese poi è un fenomeno, una bellissima persona per niente costruita”. Luciano Passeri è rimasto molto impressionato anche dai giudici del programma, gli chef Gennaro Esposito e Cristiano Tomei: “Gennaro Esposito è un grande conoscitore delle materie prime. La sua sapienza in proposito è forse unica in Italia. Lo chef Tomei è molto bravo e competente, inventa piatti pazzeschi. Io sono una persona che dice sempre le cose in faccia e si è creato un ottimo feeling con tutti”.

I primi passi di Luciano Passeri

La storia di Luciano Passeri è singolare e appassionante. Parla di un dialogo con la cucina coltivato fin da bambino, grazie all’esempio di nonna Francesca e di zia Luciana. Tutto è iniziato per gioco e, quando il papà ha aperto un punto ristoro per il suo autodromo a Pescara, Luciano ha cominciato a cucinare per i piloti. L’amore per la cucina è cresciuto piano piano ma è stato inarrestabile: “Per alcune stagioni ho fatto da aiuto cucina in locali di amici. Poi, nel 1999, ho gestito il mio primo locale, aprendomi al settore della panificazione e della lievitazione, passione che mi ha portato, nel 2005, a vincere il Campionato Mondiale di Pizza Classica”.

Il Peter Pan del gusto

Non si accontenta mai Luciano, ed è per questo che si definisce il Peter Pan del gusto. Segue continuamente corsi di formazione, approfondisce, coltiva la passione per la panificazione e per la cucina con una curiosità e un amore inesauribili. La sua determinazione lo ha portato, sei anni fa, a diventare direttore didattico dell’Accademia Pizzaioli. “Ma io non mi fermo, non mi sento mai arrivato e continuo a studiare, per poter poi trasmettere le mie conoscenze a chi segue i miei corsi”. Luciano Passeri si muove a 360 gradi nel mondo della cucina, come cuoco, come insegnante e come imprenditore. A Sambuceto ha due locali, Milù e Foconè, e possiede un terzo ristorante in Polonia.

Foconè, osteria abruzzese contemporanea

Foconè, in particolare, può essere definita un’osteria abruzzese contemporanea – spiega Lucianodove regnano goliardia e cordialità. I protagonisti sono la pizza e la cucina abruzzese rivista in chiave contemporanea. E, naturalmente, non manca la brace, con i grandi classici della cucina regionale fra cui spiccano gli arrosticini”. Ambasciatore della cucina abruzzese nel mondo, Passeri è consapevole che c’è ancora molto da fare per far conoscere la ricchezza e l’unicità della nostra tradizione culinaria: “La cucina abruzzese dovrebbe essere valorizzata anche attraverso eventi di un certo spessore. Abbiamo una tradizione straordinaria e produttori eccezionali, veri e propri artigiani delle materie prime. Dobbiamo spingere forte sull’acceleratore”.

L’avventura a Cuochi d’Italia continua

Con la sua partecipazione a Cuochi d’Italia, Luciano Passeri ha certamente contribuito a far conoscere l’Abruzzo al grande pubblico, mostrando le mille sfaccettature di una cucina che, pur nel rispetto della tradizione, può rivelarsi moderna e raffinata, senza mai perdere la sua autenticità. Non resta che attendere di sapere come si concluderà questa avventura televisiva fra i fornelli. Quel che è certo è che Luciano, con la sua versatilità, la sua goliardica impertinenza, le ormai proverbiali uscite in dialetto e la sua professionalità, per noi ha già vinto.


Lascia un commento