L’Abruzzo su Forbes. Ma la notizia resta il più grande segreto d’Italia. E ci chiediamo il perché.


È notizia recentissima la menzione dell’Abruzzo su Forbes come uno dei dieci luoghi al mondo dove vivere bene senza spendere una fortuna. La prestigiosissima rivista statunitense di economia e finanza, infatti, indica in Città Sant’Angelo la sesta città del pianeta in cui vale la pena investire, perché la qualità della vita è molto alta a fronte di spese molto basse e assolutamente sostenibili. “L’Abruzzo è un angolo di paradiso – si legge – ed è il segreto meglio custodito d’Italia”. Un segreto, esattamente. Perché l’Abruzzo è un segreto. Tanto che le maggiori testate nazionali si sono ben guardate dal diffondere la notizia. Non sia mai il segreto venisse svelato.

L’Abruzzo e l’Italia

Se, al posto di Città Sant’Angelo in provincia di Pescara, nella classifica di Forbes ci fosse stato un borgo del senese, oppure una ridente cittadina della riviera romagnola, la stampa nazionale sarebbe andata in brodo di giuggiole. Agli italiani, invece, chi glielo spiega dove si trova Città Sant’Angelo? Troppa fatica per valere un titolo del Tg delle 20, o una menzione sulla versione online delle maggiori testate. E, soprattutto, chi glielo spiega ai connazionali e ai cugini della Maremma, che “l’Abruzzo ha tutto ciò che offre la Toscana ed anche di più, ad una frazione dei suoi costi”? La geografia turistica ed emozionale del Bel Paese sarebbe totalmente da rifare. Sarebbe una catastrofe.

La regione che non c’è

E sì perché l’Abruzzo, nella commedia delle maschere regionali italiane, è la terra delle disgrazie, dei terremoti, delle valanghe e del malaffare. Al massimo si merita un articoletto in taglio basso quando un orso scorrazza nel bel mezzo di un paesino di montagna. E anche lì, si badi bene, la sottotraccia è chiarissima: l’Abruzzo è pericoloso, perché metti che un orso ti entra dentro casa, o che una volpe viene a rubarti le galline. L’Abruzzo è una non notizia, è la regione che non c’è, è il segreto dell’Italia che si tiene stretta i suoi luoghi comuni, che teme di ribaltare gli equilibri turistici e i pregiudizi geografici.

Oltre l’isolamento, nuove opportunità

In Abruzzo “si va coi zòccoli su pei monti”, scriveva Boccaccio. Sì, siamo strani. Talmente strani che non ci disturba rimanere un segreto. Il meglio custodito d’Italia, ma pur sempre un segreto. Un segreto che, se svelato a dovere, aiuterebbe l’immagine, l’economia, lancerebbe la regione in una dimensione di prestigio e di potere. Perché non è detto che l’isolamento sia la carta migliore. Perché bisogna gridarlo con orgoglio che “con la sua bella costa adriatica fiancheggiata da caffè sulla spiaggia,  montagne per lo sci e vigneti ondulati, l’Abruzzo è un angolo di paradiso”. Gli stranieri ci provano a ricordarcelo. Ma noi abruzzesi siamo troppo gelosi di noi stessi. E all’Italia, evidentemente, sta bene così.


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