Cosa vedere a Sulmona, fra architettura e storia


Una storia millenaria, che risale alla caduta di Troia. Un cittadino immortale, come il poeta Publio Ovidio Nasone. Se ci si chiede cosa vedere a Sulmona le risposte sono tante, perché tanti sono i monumenti storici e religiosi, innumerevoli gli scorci offerti dalla città. Incastonata nella Valle Peligna, incorniciata dalle montagne del Parco Nazionale della Majella, Sulmona è una meta privilegiata per chi vuole coniugare tranquillità, turismo culturale, vita all’aria aperta e sport invernali. La cittadina, infatti, non è molto distante da località sciistiche come Roccaraso, Pescocostanzo, Rivisondoli o Campo di Giove. Antica, austera, patria dei confetti più famosi del mondo che ne colorano gli angoli, affacciandosi dalle vetrine dei negozi specializzati, Sulmona offre anche boutique per uno shopping adatto a tutte le tasche.

Visitare Sulmona

Abbiamo deciso di visitare Sulmona in una giornata di inizio gennaio. Un po’ cupa, per la verità. La nostra passeggiata è partita dal complesso della Santissima Annunziata, risalente al XIV secolo, passando per piazza XX settembre, dove campeggia la statua di Ovidio, fino ad arrivare alla porzione di Acquedotto Svevo che introduce a Piazza Garibaldi, con le sue chiese di San Filippo Neri e di San Rocco. Ma Sulmona non si esaurisce certo qui. Per comprendere fino in fondo cosa vedere a Sulmona, basti pensare che le architetture religiose spaziano dalla Cattedrale di San Panfilo alla Chiesa di Santa Maria della Tomba, costruita nel XIII secolo, dalla Badia Morronese all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, dal Santuario di Ercole Curino alle innumerevoli e antiche chiese. Tantissime sono poi le porte cittadine: Porta Romana (1428 d.C.), Porta Napoli (1338 d.C.), Porta Pacentrana (1376 d.C.), Porta S. Antonio (XVIII secolo), Porta Filiamabili (XIV secolo), Porta Japasseri (XIV-XV secolo), Porta Santa Maria della Tomba (XV-XVI secolo), Porta Saccoccia (XV secolo) e Porta Molina (XIII secolo).

Cosa fare a Sulmona

Fra Corso Ovidio, con i suoi negozi e i suoi monumenti, la Villa Comunale, i musei, i bar e i negozi, non è difficile scegliere cosa fare a Sulmona. Eppure, in un pomeriggio d’inverno, ci si aspetterebbe un po’ più di luminosità. La città è bellissima per naturale inclinazione, stupisce, cattura, ma non risplende come dovrebbe. Forse ci vorrebbe più cura. La cura che si riserva a ciò che è bello, a ciò che è prezioso, a ciò che si conserva da secoli. A volte si pensa che, se qualcosa è durato fino a ora, se è sopravvissuto a sciagure, terremoti, inverni, estati torride, se è scampato alle sfide del tempo, allora durerà per sempre. Ma la bellezza non basta a sé stessa. La bellezza va premiata e coltivata.

A Sulmona fra ombre e luce

A fine passeggiata entriamo in un bar, nella centralissima piazza XX settembre, da dove ci guarda la statua di Ovidio. Chiediamo due tazze di cioccolata calda e uno Zacapa. La cioccolata arriva accompagnata da un cornetto della mattina tagliato in cinque parti. Il rum, che ci aspettavamo in un bicchiere leggermente riscaldato e accompagnato da cioccolato fondente, arriva solo e freddo. Ci sentiamo un po’ trascurati, consumiamo e andiamo via. Portiamo con noi l’immagine di una città che ha una sua luce, ma che meriterebbe di essere illuminata in grande stile. Una città che, forse, dovrebbe solo essere amata un po’ di più.

 

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Sulmona

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Sulmona 42.066700, 13.935100

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